lunedì 12 aprile 2010


LA 3 B della scuola media di Castel Maggiore in visista a Sabbiuno di Paderno

Il giorno 26 marzo 2010 la mia collega Fabrizia Montaldi ed io, abbiamo avuto l'opportunità di accompagnare i ragazzi della 3 B della scuola media di Castel Maggiore a Sabbiuno di Paderno e all'ex carcere bolognese di San Giovanni in Monte. Questa visita didattica sui luoghi della memoria è stata possibile grazie all'aiuto fondamentale dell'ANPI e dell'ISREBO.
I ragazzi di terza media sono ancora molto giovani per entrare nei "meccanismi" della guerra vissuta, eppure credo che l'esperienza sia stata di grande valore. Le persone incontrate in questo percorso, articolato sui luoghi stessi della guerra e su lezioni in classe, hanno permesso ai ragazzi di comprendere una verità non confinata sui libri di storia.
La nostra gratitudine va agli organizzatori degli incontri e della visita, come Mariangela Mombelli, Gabriele Molinari, Angela Verzelli e Pietro Ospitali e ai nostri straordinari ospiti Lino Michelini, Lina Serenari e Aroldo Tolomelli. Con loro abbiamo seminato il germe di valori straordinari ottenuti a prezzo della vita ed ora saranno i ragazzi nel corso della loro maturazione a stabilire ciò che è buono e ciò che è cattivo.
Da questa esperienza sono maturati piccoli saggi che i ragazzi hanno realizzato.
Sergio Travagli


GRAZIE PER LA LIBERTA'
Chi erano veramente i partigiani? Degli eroi? Forse sì, ma forse più semplicemente uomini, uomini che hanno lottato per i loro diritti, per i loro ideali, per la loro libertà e per quella del nostro Paese. Persone che non erano soldati, ma gente come noi, adulti o poco più che ragazzi, che di fronte al fascismo, che negava loro la libertà e le cose più sempilci, hanno detto "Basta!"
Gente che ha scelto di rinunciare a cose come la famiglia, la vita di tutti i giorni e la spensieratezza tipica dei ragazzi. Oggi noi onoriamo tutti coloro che sono morti in guerra, ma dobbiamo distinguere chi ha avuto il coraggio di rischiare la propria vita per ciò che credeva, da chi invece ha combattuto per ordine dei nazisti. Vogliamo ricordare in modo speciale coloro che hanno dato inizio alla Resistenza, il primo passo verso un'Italia nuova, più umana e più giusta con alla base una Costituzione per tutti.
Noi ragazzi, cittadini del futuro, vogliamo renderci conto della loro dura realtà, del loro grande coraggio e del fatto che a loro dobbiamo la libertà. E soprattutto vogliamo ringraziare questi eroi di un passato non troppo lontano a cui dobbiamo rispetto e riconoscenza


LA RESISTENZA
Resistenza, una parola dai molteplici significati, ma che in Italia è sinonimo di ribellione, opposizione e forti ideali avversi al Fascismo. Alla dittatura che da venti anni seminava il terrore nel nostro Paese. Questi ideali sono scaturiti da persone comuni che hanno detto NO alla oppressante dittatura dei nazisti; uomini e donne comuni come contadini, insegnanti, medici, operai, artigiani, soldati e preti che hanno in maggioranza abbracciato il fucile ed hanno iniziato a combattere.
Oggi molte persone ignorano i tanti luoghi come Sabbiuno di Paderno o Monte Sole dove sono stati consumati eccidi dall'odio nazista. O altri luoghi come la risiera di San Sabba, dove partigiani, ebrei ed altri disertori alla legge fascista sono stati torturati fino alla morte.
La data del 25 aprile è la celebrazione e il ricordo della fine della guerra, ma a volte diventa l'opportunità per una vacanza o il pretesto per rimanere "a casa da scuola". E' giusto anche questo, ma facciamo in modo che quella data sia anche e sempre per tutti il sinonimo di resistenza e libertà.


LA MAGGIORANZA ERANO GIOVANI
La Resistenza nasce quanto tanti uomini e donne si oppongono e dicono basta, lo fanno decidendo di combattere e lasciare le proprie famiglie. C'erano pochi soldati, la maggior parte era gente comune che non aveva mai preso in mano un'arma e che non sapeva fare la guerra. Pur essendo consapevoli di questo hanno lottato coraggiosamente lo stesso per il loro Paese.

La maggioranza erano giovani o giovanissimi che anziché fare una vita felice e spensierata come un ragazzo normale, non sono stati egoisti ed hanno deciso di passare i loro anni migliori in guerra, pensando al proprio Paese.
Sono morti quasi 45.000 partigiani per liberare l'Italia dall'invasione nazista.
E' grazie a loro se oggi abbiamo un Paese libero.



LA LIBERTA' E' UN DIRITTO DI TUTTI
La seconda guerra mondiale portò solo distruzione e morte. Non fu assolutamente giustificabile e non può essere e non deve mai essere ripetuta per nessun motivo.
In questa guerra non morirono solamente soldati, ma tante persone comuni, cittadini che persero la vita pur non c'entrando nulla.
Chi si rese conto dell'impossibilità di continuare a subire atrocità furono i partigiani. Si riunirono in gruppi e andarono in montagna, sugli Appennini e nelle vallate dell'Italia Settentrionale. Lottarono fino alla morte contro i tedeschi che avevano occupato il Paese.
Queste persone si sacrificarono per le loro idee e le portarono avanti con fierezza e coraggio, sostenendo che la libertà è un diritto di tutti.



DALLA GUERRA ALLA RESISTENZA
Il 1° settembre 1939 le truppe tedesche entrarono in Polonia. Dopo l'entrata in guerra di Francia e Regno Unito, la Germania invase altri Stati. Nel 1940 Italia e Giappone si allearono con la Germania. Nel settembre 1943 l'Italia si arrese, ma la guerra finì definitivamente quando sulle città di Hiroshima e Nagasaki furono sganciate due bombe atomiche.
In quegli anni in Italia vigeva il regime fascista, ma una parte di italiani decise che non era possibile continuare a vivere nei limiti che il regime imponeva; così naque un movimento di persone chiamate partigiani che si opposero al Fascismo.
Quando i partigiani si unirono non avevano armi, così "un passo alla volta" le presero rubandole ai militari o assaltando caserme. Quelle di calibro maggiore furono prese dai carri armati. La vita dei partigiani era molto dura e sapevano che in caso di cattura le loro pene sarebbero state pesantissime. Il loro destino era quello di essere condannati a morte, dopo un lungo periodo di tortura.
Secondo noi la guerra va sempre evitata e l'uccisione di persone, anche in nome della libertà, non può essere giustificata; tuttavia il sacrificio di queste persone è stato fondamentale per la fine della guerra e per la nostra libertà.


Angelica, Simone, Luca, Francesco, Alice, Theodora, Alice, Carlo, Gianpaolo, Sara,
Michela, Andrea, Luca, Raul, Simona, Rossana, Fabio, Luca, Alberto, Giulia, Rayan, Sonia, Martina, Giulia




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