
La storia di Castel Maggiore dalla fine della Grande guerra alla nascita della Repubblica italiana è la storia del conflitto tra possidenti e lavoratori, un conflitto di lunga data, in cui il fascismo si inserisce riuscendo a conquistare l’appoggio dei primi e ricambiandoli con la distruzione sistematica del tessuto sindacale e cooperativistico della pianura padana. Dopo mesi di scontro l’alleanza tra proprietari e fascisti trionfa, ottenendo l’egemonia con la violenza, gli inganni e le seduzioni di questi ultimi, riducendo gli avversari residui, non pochi in pianura, al silenzio e condannandoli a un ventennio di opposizione sommessa e clandestina, saltuariamente manifestata da gesti simbolici, pagati a caro prezzo.
La Seconda guerra mondiale e l’armistizio con gli alleati trascinano il paese nella guerra civile, e catalizzano le varie avversità al regime, producendo una serie di scontri armati che segneranno profondamente la storia del paese.
Il comune di Castel Maggiore sarà un teatro significativo di questo scontro, e un terreno sul quale si dispiegheranno i numerosi caratteri e le diverse problematiche della lotta resistenziale.
Il lungo conflitto di cui questa lotta fu un momento acuto e tragico non terminerà con la conquista della libertà, ma la Resistenza diventerà un punto di riferimento costante per le battaglie democratiche successive, e per l’egemonia che il Partito Comunista conquisterà in questo comune.
La narrazione storica costruita dalle numerose pubblicazioni uscite nella seconda metà del Novecento si incontra in questa ricerca con una ricca base documentaria, e con la memoria dei partecipanti, mettendo in luce valutazioni maturate in lunghi percorsi biografici, sentimenti di appartenenza e prese di distanza.
Domenico Bruno, Enrico Cavalieri e Luca Pastore lavorano come operatori culturali all’Istituto storico Parri Emilia-Romagna, dove hanno svolto la propria principale opera di studio e ricerca dopo la formazione universitaria.
La Seconda guerra mondiale e l’armistizio con gli alleati trascinano il paese nella guerra civile, e catalizzano le varie avversità al regime, producendo una serie di scontri armati che segneranno profondamente la storia del paese.
Il comune di Castel Maggiore sarà un teatro significativo di questo scontro, e un terreno sul quale si dispiegheranno i numerosi caratteri e le diverse problematiche della lotta resistenziale.
Il lungo conflitto di cui questa lotta fu un momento acuto e tragico non terminerà con la conquista della libertà, ma la Resistenza diventerà un punto di riferimento costante per le battaglie democratiche successive, e per l’egemonia che il Partito Comunista conquisterà in questo comune.
La narrazione storica costruita dalle numerose pubblicazioni uscite nella seconda metà del Novecento si incontra in questa ricerca con una ricca base documentaria, e con la memoria dei partecipanti, mettendo in luce valutazioni maturate in lunghi percorsi biografici, sentimenti di appartenenza e prese di distanza.
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