La Resistenza, la guerra di Liberazione, i partigiani in montagna, le battaglie, i massacri, le stragi naziste, hanno ispirato una grandiosa epopea lirica e dolorosa che ha coinvolto la lettratura, il romanzo, la poesia, la pittura, il cinema, la scultura, la musica. Pubblichiamo in questa pagina alcune spunti di grandi autori, ma ricordiamo che sono migliaia le poesie, gli aforismi, i diari, scritti dagli stessi partigiani.
Alle fronde dei salici.E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento
Salavtore Quasimodo.
Per i morti della ResistenzaQui vivono per sempre
gli occhi che furono chiusi alla luce
perché tutti li avessero aperti
per sempre alla luce
Giuseppe Ungaretti
Tu non sai le colline
Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue.
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo
l'arma e il nome. Una donna
ci guardava fuggire.
Uno solo di noi
si fermò a pugno chiuso,
vide il cielo vuoto,
chinò il capo e morì
sotto il muro, tacendo.
Ora è un cencio di sangue
e il suo nome. Una donna
ci aspetta alle colline.
Cesare Pavese